Tra i ricordi di mia nonna,che ha raggiunto l'età di 98 anni, vi è sicuramente quello di quando coltivava e lavorava la canapa.
Ogni tanto ricorda, quando glielo domando, che lasciava sfibrare le piante di canapa dalla corrente di un torrente nei pressi della propria abitazione di Montereale in Abruzzo.
Questa breve premessa mi serve per ricordare che sino agli inizi di questo secolo la canapa era stata scelta come una tra le fonti primarie di materia con cui realizzare degli oggetti, ma è a partire dal 1937 quando la Dupont brevetta i processi per fare la plastica dal petrolio che la storia cambierà sia per mia nonna che per il resto dell'umanità.
La Dupont inizia infatti a produrre materiali sintetici come plastica, cellophane, celluloide, metanolo, nailon, rayon e tutti quei prodotti derivati dal petrolio.
Per soffocare i concorrenti che producono attraverso l'utilizzo della canapa cose simili a quelle che produce la Dupont, questa promuove una campagna di disinformazione e criminalizzazione della Canapa ed infine il 14 aprile 1937 viene emanata negli Stati Uniti una legge che proibisce l'utilizzo e la coltivazione della canapa.
Il Congresso degli Stati Uniti così proibisce la canapa perché viene definita uno stupefacente che usura la mente e lo spirito dell'uomo, provocando la distorsione della realtà e un istinto di violenza.
Oggi è utile domandarsi se il potere di distorcere la realtà e di produrre violenza è una prerogativa del Congresso Americano e di chi ne segue le scelte oppure lo è della pianta della Canapa.
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giovedì 26 gennaio 2012
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2 commenti:
Le ultime tre righe di questo articolo sono un autentico pezzo dárte!!! Grandissimo!!!
ma come...ovviamente la pianta della canapa..non ci sono dubbi!!ora scusate..spero di non offendere o disturbare nessuno..ma se per caso aveste gentilmente un accendino e una cartina io andrei a produrre violenza e distorcere la realtà..
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