sabato 28 gennaio 2012

La devastazione del bosco di Patrignone

A Montereale continua la devastazione del bosco di Patrignone dal quale incessantemente vengono tagliati alberi secolari.
La devastazione avviene nonostante a Febbraio del 2011 sia stato diffuso un documento della Forestale in cui il dott. Gualberto Mancini comandante Provinciale del CFS scriveva:

“La proposta di segnalazione effettuata dallo scrivente Comando è maturata sia grazie alla segnalazione di alcune locali Associazioni che per effetto di conoscenze dirette acquisite in seguito a visite sopralluogo esperite direttamente sul posto.”

Il Bosco di Patrignone, proprio per l’elevato livello di biodiversità che manifesta in tutte le sue espressioni quali:
• la massiccia presenza di specie vegetali ed animali inserite in Direttiva;
• la grande varietà di ambienti rappresentati sul territorio;
• la presenza di cenosi forestali vicine alla naturalità, con aspetti riferibili ai
boschi vetusti (alberi di elevate dimensioni diametriche e colossali in altezza);
• la notevole complessità trofica dell’ecosistema forestale.
E’ significativamente ritenuto dallo scrivente Comando meritevole di inclusione tra i siti di interesse comunitario e, in un secondo tempo, se ne propone la istituzione di una Riserva Regionale Forestale, unica nel suo genere in Abruzzo.
Tuttavia, proprio per l’alta valenza che si attribuisce al Bosco Patrignone se ne propone anche l’inserimento nell’elenco dei biotopi meritevoli di conservazione ex L.R. 45/79 e s.m.i..”.


Oggi,anche dopo l'intervento della Forestale, la distruzione del bosco continua e sono in pericolo così innumerevoli specie vegetali e animali, fra cui spicca la Salamandrina terdigitata.
Inoltre è tutto l’ambiente e la sua ricchissima biodiversità a rappresentare un patrimonio ineguagliabile che andrebbe protetto.


Le porzioni di foresta per le quali era previsto in passato il taglio come bosco ceduo solo per Uso Civico, sono state già completamente sfruttate in meno di dieci anni attraverso una nuova politica di gestione del bosco che non concede più gli Usi Civici ma appalta grandi lotti per lo sfruttamento commerciale.

In passato si utilizzavano anche porzioni di boschi comunali per produrre carbone, ma sempre nelle rare aree a prevalenza di cerro e mai nelle faggete che sono state sempre ritenute intoccabili!

Oggi del bosco di Patrignone su circa 500 ettari di proprietà del demanio di Montereale, 200 ettari già risultano tagliati ed i restanti 300 da devastare sono rappresentati per oltre i due terzi dalle Faggete D’Alto Fusto.

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